Counterpart: 2×09 You To You

Il penultimo episodio di Counterpart esce praticamente in contemporanea con la deludente notizia della sua cancellazione da parte di Starz, di cui ci riserviamo di accennare con maggior dettaglio in occasione del finale.

In attesa, quindi, di sapere se gli autori abbiano comunque chiuso la stagione in modo soddisfacente, You To You non solo preme sull’acceleratore delle vicende prettamente spionistiche, ma ci regala uno dei confronti più belli dell’intera serie: quello, atteso da tempo, tra le due Emily.

L’incontro, messo in atto da Emily Alpha, mostra somiglianze, evoluzioni e contrasti su più livelli, sia partendo dal momento di separazione delle due versioni che dall’inizio della serie, quasi venti episodi fa. Di Emily Alpha, in realtà, abbiamo saputo poco a lungo: solo l’immagine edulcorata che Howard aveva di lei e qualche cenno ogni tanto trapelato riguardo la sua doppia vita; per tutto questo tempo è stata Emily Prime a sembrare quella con la vita più avvincente, maggiormente coinvolta nelle politiche del suo dipartimento. La verità, ora lo sappiamo, è ben diversa, con una Emily Alpha che per anni ha condotto una doppia vita, ha portato avanti una carriera spionistica a livelli più alti rispetto a quelli della sua controparte ed è stata, involontariamente, causa della nascita di Indigo.

Pensi che non sappia quando stai mentendo?

La Emily che è venuta fuori tramite i focus sul passato non era sicuramente un personaggio positivo, tratteggiata da sfumature molto grigie piuttosto che bianche o nere. Questa era la donna che Emily Prime era pronta a incrociare, attaccandola direttamente riguardo ad Anna, ma la controparte che si trova di fronte è un’altra donna ancora, reduce da un incidente che in qualche modo le ha permesso di ricominciare e, cosa non scontata, di diventare una miglior versione di se stessa.

È così che le due donne trovano un punto di incontro, una mano che si tocca, riuscendo a perdonarsi e riconoscersi vicendevolmente errori e conquiste. Anna è una conquista di Emily Prime che, però, è finita per diventare una tossicodipendente, e Alpha la libera da quel peso dicendole che se lei avesse mai avuto una figlia sarebbe crollata sotto il peso delle responsabilità.

L’interpretazione di Olivia Williams è impeccabile e la sua capacità di dare vita a due versioni dello stesso personaggio e rendere il loro incontro/scontro vivo e credibile non ha nulla da invidiare a quanto di simile fece J.K. Simmons nella scorsa stagione: il linguaggio corporeo (con Emily Prime che trasmette la sensazione di nervoso di un animale in gabbia), le espressioni del viso, i toni di voce, sono tutti ingredienti di una scena eccelsa.

Naturale conseguenza di questa Epifania tra le due Emily è il rientro di Howard nel mondo di origine e tra le braccia di sua moglie. La sua vera moglie, ovviamente. Prevedibilmente, però, l’addio con Emily Prime non è facile: il rapporto tra i due è andato crescendo nel tempo e, per molti versi, Howard è ora diventato l’uomo giusto per la controparte di sua moglie e, forse, al contempo lo è molto meno per Emily Alpha. Questa, infatti, ha ricordo di un uomo che non esiste più: quello gentile, disposto a chiudere gli occhi, inconsapevole della vita di sua moglie. Questo Howard non è, certo, il suo Prime, ma è comunque un qualcosa di nuovo, più duro, più amaro.

Sii gentile con lei, se puoi.

Ciò nonostante, le parole di Emily Prime non cadono nel vuoto e nonostante un bacio dovuto e sentito, nonostante uno sguardo indietro a metà del passaggio, il ritorno tra le braccia della legittima moglie è un rimettere un tassello al suo posto, o quanto meno provarci.

Sai quando ho capito che non eri lui? Nella stanza dell’interrogatorio, quando ti ho detto che la stavi mettendo in pericolo. Il modo in cui l’hai difesa. Quello è amore. Lui non l’avrebbe mai fatto.

Tasselli che prendono il loro legittimo posto o, di nuovo, ci provano sono quelli della famiglia Quayle. La scelta, ormai necessaria ma comunque coraggiosa, di rivolgersi a Naya cambia le prospettive obbligando Clare a prendere una posizione definitiva che, va dato atto, era ormai già sua dallo scorso episodio e quel momento di legame e riscoperta con Peter. Un Peter che è in continua crescita, a mostrare quanto nel momento in cui ha iniziato a pensare davvero per se stesso e a protezione di ciò che ama è finito per diventare l’uomo che – anche se ne avevamo legittimamente dubitato – era nel suo potenziale essere.

E ancora tasselli al loro posto o perennemente senza pace sono Howard PrimeBaldwin, che giungono quasi a fine corsa da alleati dopo averla iniziata da avversari mortali, come solo chi si somiglia molto può fare. La differenza tra i due è la speranza: rinata in Baldwin e sepolta dal rifiuto di Emily in Howard, tanto da portare l’uomo a trascinare Nadia di nuovo in quel mondo che tanto ha cercato di abbandonare.

Siam ciò che siamo. Uccidiamo persone. E poi facciamo colazione.

Non possiamo non sottolineare come l’alchimia tra Simmons e Sara Serraiocco funzioni sempre alla perfezione come già durante la prima stagione: spiace solo notare quanto la sottotrama del percorso di Baldwin sia stata sacrificata rispetto al potenziale, dando più scorci che uno spazio adeguato e rendendo così un po’ troppo repentino il suo ritorno a uccidere, anche se giustificato dalla necessità di fermare Indigo.

Nel frattempo il piano di Mira procede, a riprova delle capacità di pianificazione della donna. Amareggia notare come Yanek, tanto avvolto nell’autoassoluzione, abbia proseguito in piena cecità fino a quando la figlia ha ucciso l’intero Management: l’uomo ha trascorso l’intera sua esistenza convinto di aver scoperto una verità universale a mera giustificazione dei suoi difetti e questa cecità ha offuscato anche la lucidità relativa al leader di Indigo. L’arroganza del suo confronto con gli ex-amici e il suo stupore verso il comportamento della donna lo rendono uno dei personaggi più irritanti e odiosi della serie, ma anche uno dei più patetici, prigioniero com’è della sua meschinità.

Non che il Management fosse in alcun modo esente da difetti, tutt’altro: la loro stessa arroganza ha portato al tradimento finale di Ian, ma ciò non toglie che la macchina mortale fu messa in moto da un primo omicidio commesso da Yanek e per il quale non ha mai preso piena responsabilità, incolpando la natura umana delle sue debolezze personali.

Un ultimo episodio a venire, con i pezzi ormai disposti: Mira pronta all’ultimo attacco, così come la cellula terroristica di Spencer, quest’ultimo (insieme a Clare) in mano a Howard Prime e Baldwin, il Management ormai sterminato, Naya e Peter rimasti indietro. La situazione sembra disperata. Ci sarà una via d’uscita? E, soprattutto, avremo un finale degno?

Aries

Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

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