La trilogia di Bartimeus

Forse dovrei scrivere “2/3 della Trilogia di Bartimeus”, dato che il primo romanzo (“Il Talismano di Samarcanda”) l’avevo già  letto un po’ di tempo fa.

Non trovando però in vendita gli altri due romanzi in edizione “singola” ho optato per l’acquisto del volumone che racchiude tutta la saga e mi sono immerso nel mondo della Londra “magica” dipinto da Stroud fino a terminare entrambi i libri.

Detto questo parliamo un po’ di questi romanzi e della saga nel suo complesso.

Anzitutto c’è da dire che è assolutamente necessario leggere l’intera saga; non perché i romanzi non siano leggibili a loro stanti, ma perché l’affresco dipinto da Stroud si dipana ed evolve in modo da costruire una vicenda che può essere apprezzata appieno solo con la lettura dell’intera opera.

E nel mio caso, la lettura dell’intera opera mi ha lasciato veramente colpito: Stroud prende il filone “magico” e lo stravolge completamente, mantenendo solo qualche concetto di base e poi andando a reimpostare tutto ciò che gravita intorno ad esso; ok, c’è la magia, ok c’è un giovane mago protagonista (anche se non unico, anzi…), ma da qui in avanti tutto il resto è originale ed avvincente.

Con “L’occhio del Golem” e “La porta di Tolomeo” seguiamo gli sviluppi nella vita del giovane Nathaniel, diventato pezzo grosso del governo lasciandosi sempre più alle spalle il ragazzo di buon cuore che avevamo conosciuto nel “Talismano”: sviluppi vari lo costringono a ricorrere più volte ai servigi di Bartimeus che, assieme ad una ragazza dei “Comuni” (ovvero gli umani non maghi), fungeranno da suo contraltare, rubandogli la scena e… ma non voglio infrangere la mia regola anti-spoiler, per cui mi fermo qui.

Quel che posso aggiungere, però, è che la scelta di Stroud, soprattutto nel secondo romanzo, è piuttosto coraggiosa: a tutti gli effetti uno dei due protagonisti risulta per buona parte del tempo odioso e meritevole di calci nel deretano, mettendo fortemente a rischio l’attenzione del lettore; ma la presenza del geniale Jinn Bartimeus (sagace, irriverente e narcisista in combinazione esilarante) permette di divorare il romanzo in attesa dell’ultimo, indubbiamente il più coinvolgente ed emozionante della trilogia.

Molti sottolineano come sia divertente leggere le note a margine di Bartimeus e non posso che essere d’accordo, ma consiglio di non fermarsi a quelle, bensì di lasciarsi trasportare in una vicenda più profonda di quanto possa sembrare, dove il significato di parole come lealtà , apprendimento, redenzione, riscatto, fedeltà  ed altruismo viene mostrato nel modo più imprevedibile.

Aries

Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

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6 risposte

  1. Sole ha detto:

    Ok, andata! Ora che l’hai recensito… si compra! 😉
    SL

  2. Sole ha detto:

    PS Non aspettavo altro 😛

  3. Tintaglia ha detto:

    @Sole: se sei Soleluna e hai aspettato questo disgraziato (ciao, Aries! *manina che sventola*) per comprare Stroud ti stramazzo. E io? Io e i miei entusiastici e ragionati consigli di lettura? T.T
    Me depressa.

    [@Aries: indimenticabile per me la scena di Larry che legge sull’autobus per Cantebury, solleva lo sguardo inorridito e mi fa: “Non ha appena lanciato la Stele di Rosetta, VERO?” “…CERTO CHE NO, E’ UN JINN COSI’ PERBENE!” ]

    • Aries ha detto:

      Riguardo Sole la risposta è semplice: denota conoscenza di entrambi ed assoluto buon gusto nell’attesa del mio parere 😈 😛

      [Beh, di scene del genere ce ne sono parecchie, è proprio il personaggio che è costruito bene, non c’è che dire]

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