Armi di persuasione di massa

Il medium fumetto è da sempre un mezzo di comunicazione molto più versatile e potente di quanto un “non iniziato” possa pensare.
Accanto a storie supereroistiche, a letteratura per immagini quale Sandman, a capolavori dell’umorismo come Peanuts o Calvin e Hobbes, esistono anche fumetti che usano l’immagine esclusivamente come parziale supporto visivo alle parole.
Ecco quindi un capolavoro come Maus, che visivamente è ridotto all’osso, ma ecco anche un saggio (non saprei definirlo altrimenti) come Armi di persuasione di massa.
Scritto dalla giornalista americana Brooke Gladstone e disegnato da Josh Neufuld, siamo di fronte a un’analisi approfondita dell’etica giornalistica, del modo in cui le notizie vengono scelte, comunicate, approfondite (o meno), ma anche di come i consumatori di notizie influiscono su tali dinamiche di scelta.
Siamo fin troppo abituati a dare la colpa ai giornalisti, ai giornali, per la qualità delle notizie che ci vengono trasmesse, ma la verità (innegabile ma proprio per questo spesso sottaciuta) è che i soli colpevoli siamo noi.
Siamo noi a scegliere cosa vogliamo leggere o meno, noi a decidere quali notizie ci attirano, noi ad alimentare la voglia di sangue, di scandali, di notizie superficiali.
Siamo noi i colpevoli.
Che i giornalisti si macchino spesso di etica opinabile, che diano notizie non approfondite, che non rettifichino falsità è un dato di fatto.
Ma è un dato di fatto anche che è sempre successo.
Così come è sempre successo che un cospirazionista cercherà sempre e solo “informazioni” che confermino le sue idee, che un “ignorante” sia sempre più radicato nelle proprie convinzioni anche quando gli si dimostra il contrario.
Non c’è un giornalismo buono e non esiste un giornalismo cattivo. Esistono solo giornali che rispondono alla domanda e al mercato.
La differenza la possiamo fare solo noi.
Premiando la responsabilità, premiando la qualità, premiano il “buon giornalismo”.
Il messaggio è solo uno: “abbiamo i media che ci meritiamo”

Un volume da leggere per capire.
O forse no.
Perché seguendo la logica detta sopra, chi lo troverà interessante aveva probabilmente già in sé il seme per capirne le dinamiche, gli altri continueranno a ragionare di complottismi e giornalai e stampa asservita.

Voi, comunque, dategli una possibilità.

Aries

Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

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