Marvel’s Runaways: 1×10 Hostile

Se una bella stagione di una serie tv fosse vista come una cena di più portate, il finale di stagione sarebbe da considerarsi quel dolce che, se preparato con cura, rappresenta l’apice e la degna chiusura del pasto ma che, se trascurato, rischia di offuscare almeno in parte le qualità di tutte le portate che l’hanno preceduto. Una responsabilità non da poco che, amaramente, non è stata gestita appieno dagli autori di Marvel’s Runaways.

Ci sono regole – non scritte, ma non per questo non altrettanto importanti – che andrebbero rispettate e diverse di queste non lo sono state, lasciando allo spettatore un sapore di incompletezza decisamente fastidioso. Non che sia tutto da buttare, anzi: il problema sta proprio nel fatto che si poteva fare di più e invece si è optato per scelte narrative discutibili che non danno piena soddisfazione allo spettatore.

Doomsday si era concluso con l’incontro tra genitori e protagonisti, facendo pregustare uno scontro emotivo e coinvolgente, che però è durato a malapena fino ai titoli di testa e non si è neanche visto per intero, dato che la conclusione della lotta tra Jonah e Karolina avviene fuori scena.

Runaways 1x10 Recensione

Difficile comprendere il perché di una scelta del genere, che risulta essere un anti-climax per antonomasia, ma che è coerente con l’impressione che si era già percepita la settimana precedente e che è andata aumentando nella visione di questo finale: gli autori non sembrano essere a loro agio nella gestione di situazioni di azione o, comunque, movimentate, il che per una serie del genere può diventare un problema sul medio o lungo periodo.

Molti eventi avvengono senza che si comprendano le motivazioni per cui accadono o le ragioni di chi è in scena e così tutto l’approfondimento ottenuto da episodi ben più lenti finisce per andarsene parzialmente. Molti sono i punti che non quadrano, magari non tutti fondamentali, ma il cui insieme diventa sufficiente da diminuire il piacere della visione al termine dell’episodio.

Perché Frank si fa manovrare così facilmente da Jonah? Non ne avrebbe motivo e la sua evidente stupidità non è una spiegazione sufficiente. Perché far dire a Karolina che Jonah è lì per lei? Sarebbe stato vero alla festa, ma in quel momento Jonah vuole evitare che distruggano il suo lavoro. I ragazzi fuggono e i genitori rimangono a guardare immobilizzati? Di nuovo, perché? E ancora, perché lasciare indietro Vecchi Merletti per poi farla recuperare poco dopo? Per quale motivo Darius dovrebbe dare una pistola e del denaro ad Alex fidandosi delle parole del ragazzo?

Il mistero della morte di Amy, poi, finisce per essere quasi sprecato, relegato a una spiegazione di Leslie che scarica la colpa interamente su Jonah, rendendolo quell’antagonista ufficiale che già avevamo preventivato nelle nostre precedenti recensioni.

Runaways 1x10 Recensione

Con il personaggio di McMahon a fare da accentratore dell’astio, Pride finisce per perdere significato e forza e i genitori vengono ulteriormente umanizzati: una scelta che abbiamo in linea di massima apprezzato, ma che in questo episodio rischia di essere eccessiva; ricordiamoci che stiamo parlando di persone che per quindici anni hanno effettuato sacrifici umani, costretti o meno che si sentissero.

Esemplare è il caso di Leslie, responsabile diretta della morte degli Hernandez, che esprime un vago senso di colpa per l’uccisione di Amy e che decide di reagire a Jonah solo quando scopre che questi le ha mentito: va bene uccidere e mentire a tutti, caro Jonah, basta non farlo con lei.

Nel frattempo i ragazzi vivono in un episodio ciò che ci saremmo aspettati di vedere nel corso dei cinque precedenti, con l’ovvio sapore che un’accelerazione del genere può lasciare: in cinquanta minuti abbiamo lo scontro iniziale, la fuga dallo stesso, il nascondersi, il recuperare nuovi vestiti e soldi, l’abbandono (temporaneo) di Vecchi Merletti, il tentativo di infiltrazione in Gibborim, il salvataggio di Karolina, il riavvicinamento tra lei e Nico, la scoperta dei sentimenti di Chase e infine quella prima vera fuga che dà il nome alla serie e che chiude l’episodio.

Se vi sembra troppo per una stagione che è stata lenta fino a due puntate fa allora non siete da soli.

Runaways 1x10 Recensione

Chi avrà letto fin qua riterrà probabilmente che l’episodio sia un totale disastro.

In realtà non è così e, anzi, i momenti emozionanti sono molti, la dinamica tra i ragazzi funziona molto bene e il vederli, finalmente, fare qualcosa è un piacere: sono tutti ottimi ingredienti che non fanno annoiare e che, proprio per questo, rendono più amari i difetti citati fino a ora.

È bello vedere evolvere il rapporto tra Karolina e Nico o tra Gert Chase, ma la relazione tra Gert e Vecchi Merletti è quella che più emoziona chi scrive. Le dinamiche di gruppo sembrano essere ormai calibrate e i ragazzi crescono sicuramente meglio di quanto facciano i rispettivi genitori. Se a inizio stagione era un piacere approfondire entrambi i lati della narrazione, ora l’interesse è ormai quasi completamente assorbito dai giovani protagonisti.

Quali misteri sono stati risolti? A tirare le fila, pochissimi e non in modo completo. Di Amy abbiamo detto e ora sappiamo che i membri di Pride erano convinti che nel sottosuolo si trovasse una fonte energetica pulita e rinnovabile che li avrebbe resi ancora più ricchi e avrebbe salvato il pianeta. Certo, il sospetto che questo fosse in contraddizione con sacrifici umani non era mai venuto a quasi nessuno di loro. In realtà sotto i piedi di Los Angeles sembra si celi addirittura un enorme essere vivente: cosa rappresenti per Jonah e viceversa, ovviamente, non è dato sapere, così come ancora ancora non conosciamo il motivo dell’importanza di Victor e la natura stessa di Jonah.

Tanti punti di domanda sarebbero stati perdonabili davanti a una vera resa dei conti finale, che in realtà si è scelto di rinviare a quella seconda stagione annunciata tempestivamente il giorno prima della messa in onda, notizia che allevia almeno in parte il fastidio di questa eccessiva sospensione a cui ci troviamo davanti.

In parte, le intenzioni degli autori sono chiare: noi stessi, soprattutto nelle ultime recensioni, avevamo immaginato che la vera fuga dei protagonisti sarebbe avvenuta in questo episodio, cosa che è puntualmente avvenuta; contemporaneamente è visibile non molto velata volontà di avvicinarsi in qualche modo al fumetto originale: il furgone, il nome dato a Vecchi Merletti, gli stessi abiti dei ragazzi puntano in quella direzione. Per gli autori, in sostanza, l’apice della stagione sembra essere la nascita effettiva dei Runaways del titolo. Peccato, però, che avrebbero potuto ottenere lo stesso risultato dandoci qualche risoluzione in più, per le quali invece dovremo aspettare, sperando in un maggior equilibrio nei ritmi narrativi e nella loro gestione.

Una serie che, in fin dei conti, ci è piaciuta e che sicuramente continueremo a seguire, ma che aveva promesso molto e che, sul finale, non ha mantenuto tutto, per mantenendosi su livelli qualitativi più che accettabili.

Aries

Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

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