Momo
Se qualcuno dovesse chiedermi di descrivere questo libro in poche parole mi verrebbe da dire che si tratta di una favola sul saper vivere appieno.
Già , perché se c’è enorme differenza tra vivere e sopravvivere, ce n’è altrettanta tra il vivere ed il vivere appieno; non basta lavorare, essere produttivi, correre, correre, correre: anzi, spesso e volentieri se proviamo a fermarci un istante, a guardarci intorno ed a vedere quanto di bello ci circonda “rischiamo” di riuscire anche a far meglio tutto ciò che consideriamo un dovere prioritario.
Non esiste lavoro senza riposo, non esiste dovere senza piacere, non esiste correre senza fermarsi, non esiste essere seri senza ridere, non esiste lavorare senza sognare: chiunque ci prova non fa nient’altro che distruggere una grande parte di sé, quella più importante e viva.
Ma in Momo c’è anche un altro enorme insegnamento che risiede direttamente nella protagonista: esistono a questo mondo persone speciali, ma speciali veramente; persone che sanno influenzare il prossimo col proprio essere, che infondono gioia di vivere, allegria, fantasia ma, sopratttutto, sensibilità : tutto questo non lo fanno perché hanno chissà quali poteri sconvolgenti ma solo perché sanno sentire chi le circonda e sanno trarne il meglio; basta ascoltarle e conoscerle per poterne beneficiare: peccato che troppe volte si sia (anche qui) troppo impegnati o, peggio, spaventati per poter gustare gli effetti di qualcosa di tanto bello; a volte, semplicemente, il bello spaventa molto più del brutto, star male è MOLTO più facile che star bene ed affondare da soli è stranamente più accettabile del camminare insieme.
E pensare che questo porta solo nelle mani degli orribili uomini grigi….
Ecco, Momo è una di queste persone e, essendo questa una favola, la sua influenza non solo rende le persone migliori, ma le persone stesse sono felici di starle vicino e ne riconoscono la beltà .
Una favola, solo una favola… o forse una piccola porta verso la speranza?

Momo lo lessi da bambina e mi piacque molto. Mi ero identificata in lei, vivevo le sue avventure. E, credo, se avrò un pò di tempo e se riuscirò a smaltire la coda chilometrica di libri da leggere prima che i miei capelli diventino bigi, lo rileggerò 🙂
Momo ascolta.
E’ questo il suo unico, grande superpotere:)
E ce l’abbiamo tutti, questo è il bello.
@Hibernia: allora sbrigati, che non sei così giovane 😉
@Fioco: ti correggo. “Potremmo” averlo tutti, volendo. Ma pochi vogliono.
A door.
Absolutely.
😉
Ooooh che bello! Lo lessi tanti anni fa, a scuola… mi sa che è ora di riprenderlo in mano!
@LadyDoor: perché è esattamente quel che pensavo pensassi? 😉
@Laretta: può essere, sì 🙂
Non l’ho letto… Ma sai che non riesco, adesso che sono adulta, a leggere i libri per bambini?Quelli che ho letto e che adoravo non li prendo in mano perchè ho il terrore di restarne delusa. Forse non li leggerei più con gli occhi dell’innocenza. Come sono filosofeggiante oggi!!! :-))))
Clavdia
Sai, penso che la vera differenza stia però nel come scrive un certo autore: ci sono tantissimi che rimangono magici negli anni e, tra l’altro, questo in particolare ha molti aspetti che toccano ben più gli adulti dei bambini 🙂
Forse… Il mio preferito in assoluto penso sia I ragazzi della via Pal. Magico. Anche se è, come ho scritto prima, un pò che non lo leggo :-))
Ecco, quello sono io a non averlo mai letto 😉
Nooooooooo DEVI LEGGERLO!!!!
Ok ok 🙂
Perchè mi sa che hai dei poteri parapsicotici anche tu… *.*
Qualcuno direbbe più “psicopatici” che “parapsicotici” :))))))))
e’ da tanto che penso di leggere “momo”, ma per motivi successi non e’ ancora successo purtroppo…ma ora che me lo hai fatto tornare in mente mi devo assolutamente dar da fare per procurarmelo… :.) ….i ragazzi della via pal e’ un capolavoro a mio avviso, devi proprio leggerlo…
Allora io leggerò i ragazzi della via pal e tu Momo, ok? 🙂
>Non l’ho letto… Ma sai che non riesco, adesso che sono adulta, a leggere i libri per bambini?
Libri per bambini?
Micheal Ende è un maestro della letteratura.
A prescindere dal genere, per certi autori non dovrebbero esistere confni di pubblico.