{"id":8869,"date":"2019-12-17T20:16:00","date_gmt":"2019-12-17T19:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ariesblog.it\/?p=8869"},"modified":"2021-04-23T15:21:04","modified_gmt":"2021-04-23T13:21:04","slug":"watchmen-season-1-uccidere-un-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/oldmanaries.it\/index.php\/2019\/12\/17\/watchmen-season-1-uccidere-un-dio\/","title":{"rendered":"Watchmen: Season 1 &#8211; Uccidere Un Dio"},"content":{"rendered":"\n<p>Due sono le&nbsp; motivazioni che possono spingere un autore ad affrontare un classico scritto da un mostro sacro: una buona dose di coraggio oppure un&#8217;ancora pi\u00f9 ampia quota di irresponsabilit\u00e0 che potrebbe portare a sopravvalutare le proprie capacit\u00e0. Se quando era stato annunciato&nbsp;<strong>Watchmen<\/strong> temevamo che&nbsp;<strong>Lindelof<\/strong> fosse preoccupantemente vicino alla seconda ipotesi, a stagione (e serie?) terminata possiamo invece affermare con soddisfazione che la realt\u00e0 era ben altra: l&#8217;autore di&nbsp;<strong>The Leftovers&nbsp;<\/strong>e cocreatore di&nbsp;<strong>Lost<\/strong> aveva in mente una storia da raccontare nel mondo creato da&nbsp;<strong>Alan Moore&nbsp;<\/strong>e ha fatto tutto il possibile per portarla allo spettatore nel miglior modo possibile. Riuscendoci.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oldmanaries.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/b.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-49322\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>Watchmen<\/em> prende il mondo del fumetto (lasciate stare il film) e lo amplia senza andare a minare quanto raccontato da Moore e&nbsp;<strong>Gibbons<\/strong> ma anzi usandolo come base per dire qualcosa di completamente nuovo e in molti casi complementare. Il coraggio di Lindelof e della sua squadra di autori \u00e8 stato molteplice: non solo, come dicevamo, l&#8217;affrontare un&#8217;opera che gi\u00e0 aveva avuto un adattamento opinabile, <strong>ma anche il prendersi i propri tempi senza lasciarsi sedurre dalla necessit\u00e0 di conquistare lo spettatore<\/strong> con frettolosit\u00e0 e colpi di scena nei primi episodi.<\/p>\n\n\n\n<p>Non stupisce che l&#8217;<a href=\"https:\/\/serialfreaks.it\/watchmen\/watchmen-chi-ha-ancora-bisogno-di-supereroi\/\">anteprima<\/a>&nbsp;fattaci avere da&nbsp;<strong>HBO<\/strong> racchiudesse i primi sei episodi sui nove totali, perch\u00e9<strong> quei sei rappresentano una lunga preparazione volta al gran finale che si dipana nei restanti tre<\/strong>, quando i dubbi vengono svelati, quando verit\u00e0 che non pensavamo potessero essere da rivelare vengono portate alla luce, quando anche gli apparenti punti deboli diventano punti di forza.<\/p>\n\n\n\n<p>I primi cinque capitoli sono una lunga disposizione dei pezzi sulla scacchiera, volta pi\u00f9 a raccontarci il mondo che a definire cosa davvero dovremo aspettarci. Scopriamo quindi quell&#8217;universo tanto simile eppure tanto distante dal nostro, una realt\u00e0 in cui la presidenza&nbsp;<strong>Redford<\/strong> ha portato a un primo passo verso il riconoscimento dei torti subiti dalla comunit\u00e0 nera (uno per tutti, centrale dall&#8217;inizio alla fine,&nbsp;<strong>lo sterminio di Tulsa<\/strong>) ma che al contempo <strong>ha generato una crescente frustrazione da parte dei suprematisti bianchi<\/strong>, che hanno fatto loro &#8211; travisandoli come spesso accade &#8211; il volto e i messaggi di&nbsp;<strong>Rorschach.&nbsp;<\/strong>La rappresentazione della piccolezza e pericolosit\u00e0 di questi individui \u00e8 uno dei punti di forza della scrittura di Lindelof.<strong> Non esiste un momento in cui si possa provare empatia per persone che si ribellano solo per aver perso il diritto di&nbsp;non dover chiedere scusa degli orrori passati<\/strong>, come bambini viziati che battono i piedi di fronte a qualcuno che li costringa a prendere atto delle loro responsabilit\u00e0. Un paragone immediato, voluto e necessario verso il mondo che ci circonda, sempre pi\u00f9 pieno di simili individui che si lamentano di idiozie come &#8220;razzismo verso i bianchi&#8221; o verso le persone etero o verso qualunque altra categoria da sempre dominante che non vuole perdere il proprio trono macchiato di sangue e oppressione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oldmanaries.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/g.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-49323\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ma <em>Watchmen<\/em> non \u00e8 il racconto di uno scontro con dei villain, siano essi i suprematisti di&nbsp;<strong>Cyclops<\/strong> o l&#8217;inquietante e riuscita&nbsp;<strong>Trieu<\/strong>: <strong><em>Watchmen<\/em> da una parte si riaggancia al messaggio sulla pericolosit\u00e0 del potere gi\u00e0 presente nell&#8217;opera originale e dell&#8217;altra \u00e8 il racconto del rapporto col passato e della necessit\u00e0 di pagare i nostri debiti e far guarire le nostre ferite,<\/strong> che si sia normali esseri umani, supereroi in pensione o individui pressoch\u00e9 divini.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il passato \u00e8 un&#8217;arma narrativa potente nelle mani di Lindelof, che lo modella a proprio piacimento.<\/strong> Come suggerimenti nei primi episodi, a strizzare l&#8217;occhiolino ai vecchi lettori ma anche a suggerire che c&#8217;\u00e8 molto di pi\u00f9 di quanto possiamo immaginare. Come vero e proprio viaggio nella mente e nel mondo altrui tramite l&#8217;utilizzo della droga&nbsp;<strong>Nostalgia&nbsp;<\/strong>(cos\u00ec chiamata anche nella versione originale). Come strumento narrativo classico eppure non prevedibile nella gestione della storyline di&nbsp;<strong>Ozymandias<\/strong>, che solo negli ultimi due capitoli finisce non solo per avere senso ma per incastrarsi alla perfezione nel quadro complessivo.<\/p>\n\n\n\n<p>E il tempo, la sua interconnessione, \u00e8 forse uno dei personaggi pi\u00f9 importanti dell&#8217;intera serie, raccontato alla perfezione attraverso la percezione di&nbsp;<strong>Dr. Manhattan.&nbsp;<\/strong>Chi ha letto il fumetto sa bene quanto il personaggio sia distaccato, sempre pi\u00f9 lontano dal sentire umano, incapace di provare pi\u00f9 interesse per gli organismi complessi rispetto a singoli atomi e molecole. Eppure, in piena dicotomia, ci\u00f2 che di lui \u00e8 rimasto&nbsp;<strong>Jon Osterman<\/strong> continua a vivere e aver bisogno di esperienze personali, <strong>forse proprio per rimanere in qualche modo legato alla sua residua umanit\u00e0<\/strong>. Ma la percezione di Jon non gli permette di vivere da essere umano, lui vive fuori dal tempo o, meglio, il tempo per lui non esiste: tutto \u00e8, \u00e8 stato e sar\u00e0 contemporaneamente. Se su carta quest&#8217;idea era resa semplicemente dalle parole di Manhattan e dalle reazioni di chi interagiva con lui, Lindelof va oltre e ci fa vivere la sua percezione in un episodio come&nbsp;<strong>A God Walks Into Abarb&nbsp;<\/strong>che raggiunge se non l&#8217;apice sicuramente il podio della serie.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oldmanaries.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/m.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-49324\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Attraverso una regia perfetta, stacchi ottimamente gestiti e tempi impeccabili <strong>lo spettatore finisce per vivere sulla propria pelle ci\u00f2 che \u00e8 la percezione di Jon\/Dr. Manhattan e per capirne finalmente il dramma personale.<\/strong> Un uomo, con desideri umani, racchiuso nel corpo di un dio quasi onnipotente che, per questo motivo, vive costantemente ogni singolo istante della propria vita simultaneamente. Un dramma che strazia nel suo ultimo momento di vita, quando prima di morire rivela ad&nbsp;<strong>Angela&nbsp;<\/strong>che in quel momento sta rivivendo tutti i momenti che hanno vissuto insieme. Letteralmente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 proprio Angela l&#8217;elemento cardine attorno a cui tutto ruota. Non tanto come&nbsp;<strong>Sister Night<\/strong>, identit\u00e0 segreta usata pi\u00f9 per sviare che per dare sostanza, quanto come fulcro nelle vite di Jon, di&nbsp;<strong>Will<\/strong> e anche dell&#8217;intera&nbsp;<strong>Cyclops<\/strong>.&nbsp;Centrale senza averne iniziale consapevolezza. Vittima delle azioni altrui e, paradossalmente, di tutti coloro che ha amato o che avrebbe voluto amare. Vittima indiretta delle azioni di Dr. Manhattan in Vietnam, di Will come&nbsp;<strong>Hooded Justice<\/strong> che ha finito per allontanare la propria famiglia, di&nbsp;<strong>Crawford<\/strong> che l&#8217;ha tenuta vicina solo per poter arrivare a Jon.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Una vittima che si trasforma in soggetto di catarsi, che finisce per permettere la chiusura di ogni cerchio e di iniziare la guarigione delle ferite &#8211; personali e non &#8211; che troppo a lungo sono rimaste coperte.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La scena finale rimane sospesa per questo motivo,<\/strong> per lasciare aperta la porta a qualunque ipotesi nella nuova vita di Angela e di un mondo in cui le vestigia del passato rappresentate da Ozymandias, Dr. Manhattan e lo stesso Cyclops sono forse finalmente cicatrici in via di guarigione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oldmanaries.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/f.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-49325\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Citavamo sopra la storyline legata a <strong>Adrian Veidt\/<\/strong>Ozyamandias. Iniziata come la pi\u00f9 debole e meno interessante, tanto sopra le righe da risultare quasi fastidiosa e irritante, il suo riallacciarsi al resto aggiunge significato e chiavi di lettura al complesso narrativo. Che Veidt sia sempre stato un individuo senza scrupoli non \u00e8 una novit\u00e0. Lo sterminio per una forma di bene comune \u00e8 ci\u00f2 che l&#8217;ha caratterizzato nel testo originale e che ancora rappresenta la sua cifra identificativa, un po&#8217; come una versione individuale e malata della&nbsp;<strong>Psicostoria<\/strong> di&nbsp;<strong>Isaac Asimov<\/strong>. Il suo distacco dall&#8217;umanit\u00e0, ben maggiore rispetto a quello di Jon, nasce non dai poteri ma dalla sua consapevolezza o convinzione di essere superiore al resto degli esseri umani: <strong>una convinzione ancora pi\u00f9 radicata nel momento in cui si trova davanti a individui creati esclusivamente per rendere omaggio e servire, che vengono cos\u00ec ridotti a mera carne da macello<\/strong>. Letteralmente.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure anche il suo comportamento aberrante ha un significato volto alla sua stessa sopravvivenza mentale e fisica che lo porta a essere al posto giusto nel momento giusto e a fare ci\u00f2 che gli riesce meglio: <strong>salvare il mondo a scapito di vite altrui, siano esse innocenti o meno, inclusa quella della propria figlia.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ozymandias e Dr. Manhattan sono anche qui come nel fumetto originale facce diverse della stessa medaglia. <strong>Da un lato l&#8217;umano distaccatosi dai suoi simili per presunzione, dall&#8217;altra il dio diviso tra un corpo onnipotente e un animo che desidera solo vivere da uomo.<\/strong> Una segregazione cercata e volontaria che per\u00f2 desidera l&#8217;appagamento dell&#8217;ego contrapposta a un&#8217;umanit\u00e0 soffocata da ci\u00f2 che \u00e8 e non \u00e8 pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Era un brav&#8217;uomo. Ma con ci\u00f2 che poteva fare, ha fatto troppo poco<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p><strong>Visto da fuori, Jon \u00e8 colpevole di non aver fatto abbastanza, di non aver migliorato il mondo dove avrebbe potuto<\/strong>. La mancata comprensione da parte del mondo della condanna dei suoi poteri, che portano con s\u00e9 una consapevolezza che rende il tutto il resto irrilevante, lo rende ancora pi\u00f9 solo. Dio da pregare per alcuni, da disprezzare per altri, da rimproverare per altri ancora, da fagocitare per gli assetati di potere.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Chiunque desideri il potere di un dio non dovrebbe averlo.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Ozymandias non ha mai cercato il potere di&nbsp; Jon &#8211; pur, probabilmente, essendo in grado di ottenerlo se avesse voluto &#8211; perch\u00e9 nella sua mente amorale c&#8217;\u00e8 sempre stata la consapevolezza che quel potere era nelle mani dell&#8217;unica persona di sua conoscenza in grado di gestirlo: <strong>qualcuno che non l&#8217;aveva mai desiderato.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come si sar\u00e0 capito, tanto e troppo ci sarebbe ancora da dire su una serie che \u00e8 riuscita a fare l&#8217;impensabile: aggiungere una storia funzionante e importante a un&#8217;altra che gi\u00e0, di suo, era sostanzialmente perfetta.<\/p>\n\n\n\n<p>Dovremmo prolungarci parlando delle scelte musicali parti integranti degli episodi (tipo l&#8217;uso di sole canzoni a tema blu nel succitato&nbsp;<strong>A God Walks Into Abar<\/strong>), del gioco di geometrie e immagini a costante richiamo e inseguimento, dei mille <em>inside jokes<\/em> che si rifanno alla serie originale, degli stessi titoli di testa immersi nell&#8217;introduzione dell&#8217;episodio e, ovviamente, dell&#8217;eccellente cast. Dovremmo estrapolare le altre decine di messaggi e simbologie. <strong>Dovremmo, sostanzialmente, scrivere un&#8217;analisi scena per scena di nove episodi che entrano di diritto nella storia della televisione seriale, fumettistica o meno.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Chiudiamo invece sottolineando come Lindelof abbia gi\u00e0 detto che<strong> questa serie \u00e8 stata studiata per essere racchiusa nei nove episodi trasmessi<\/strong>: aveva una storia da raccontare e l&#8217;ha raccontata e anche se non esclude che HBO possa volere fare nuove stagioni con altri showrunner o che lui stesso in futuro possa tornare a raccontare altro, ora le idee sono tutte l\u00ec a nostra disposizione e quell&#8217;ultima scena, come gi\u00e0 accennato, <strong>non \u00e8 un cliffhanger, bens\u00ec un&#8217;apertura lasciata allo spettatore perch\u00e9 la riempia in autonomia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi, sempre critici verso le serie protratte inutilmente e le stagioni monche, non possiamo che apprezzare questa scelta, consapevoli di avere assistito a uno dei migliori prodotti seriali degli ultimi anni.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due sono le&nbsp; motivazioni che possono spingere un autore ad affrontare un classico scritto da un mostro sacro: una buona dose di coraggio oppure un&#8217;ancora pi\u00f9 ampia quota di irresponsabilit\u00e0&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8870,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_s2mail":"","ngg_post_thumbnail":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[9,214],"tags":[558],"class_list":["post-8869","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-film-e-telefilm","category-serialfreaks","tag-watchmen"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/oldmanaries.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/a1-3.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p8QUWp-2j3","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":986,"url":"https:\/\/oldmanaries.it\/index.php\/2008\/10\/18\/la-voce-del-fuoco\/","url_meta":{"origin":8869,"position":0},"title":"La voce del fuoco","author":"Aries","date":"18 Ottobre 2008","format":false,"excerpt":"Prendere in mano un libro scritto da Alan Moore pu\u00f2 non voler dir molto per chi non ha mai letto certi tipi di fumetti. 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