{"id":6526,"date":"2017-07-03T17:53:00","date_gmt":"2017-07-03T15:53:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ariesblog.it\/?p=6526"},"modified":"2017-07-03T17:53:00","modified_gmt":"2017-07-03T15:53:00","slug":"la-macchina-del-tempo-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/oldmanaries.it\/index.php\/2017\/07\/03\/la-macchina-del-tempo-2\/","title":{"rendered":"La macchina del tempo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Quando ero bambino, i miei due luoghi preferiti in cui essere portato erano il Planetario e il Museo di Storia Naturale (il che, lo so, gi\u00e0 la dice lunga su di me). Soprattutto il secondo, che era ad accesso libero, lo amavo tanto che a volte mio padre (simpaticone) trovava scuse per non portarmici perch\u00e9 lui, al contrario mio, ci si annoiava parecchio.<br \/>\nRicordo come fosse ieri l&#8217;emozione del vedere tutte quelle ricostruzioni di animali lontani al primo piano, cos\u00ec come quelle del Tanystropheus e dell&#8217;Askeptosaurus in un corriodio buio, illuminato solo dal loro diorama: era affascinante l&#8217;idea che a quei tempi, in Lombardia, potevano al massimo trovarsi rettili marini, dato che in buona parte non c&#8217;era terreno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E poi, nella sala principale, c&#8217;era un cranio di T-Rex, qualche calco qua e l\u00e0 e lui, la ricostruzione del Triceratopo, quella che negli anni \u00e8 diventata simbolo del museo stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large\" src=\"https:\/\/pbs.twimg.com\/media\/B_U7C1NWkAAjMY5.jpg\" width=\"600\" height=\"434\"\/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordo l&#8217;emozione del vedere una ricostruzione del genere che, ora lo so, era stata creata negli anni 70 e che mi sembrava incredibilmente realistica: pochi ne parlavamo, ma assieme al triceratopo c&#8217;era poi un bel Pteranodonte (che troppi si ostinano e ostinavano a chiamare Pterodattilo) appeso sul soffitto di una sala di poco seguente e che, quando ne vidi un disegno su uno dei miei libri, mi fece ridere di entusiasmo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Triceratopo \u00e8 stato cos\u00ec il mio primo amore preistorico, quello che rimane nel cuore (e, lo so, per tanti altri come me) e il museo di storia naturale ha sempre avuto un posto nel mio cuore, anche quando (sfogliando i suddetti libri) mi rendevo conto che in giro per il mondo c&#8217;erano luoghi meravigliosi e magici dove si potevano vedere molti pi\u00f9 scheletri e tantissime ricostruzioni: la curiosit\u00e0 e il campanilismo si scontravano pesantemente in me.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi, negli anni, ho iniziato a visitare quei musei. New York. Bruxelles. Londra. E ho scoperto che il mio piccolo primo amore era proprio questo: piccolo. Il confronto con le risorse disponibili negli altri era impari e l&#8217;emozione di ammirare cos\u00ec tanto scheletri e ricostruzioni era impagabile; Milano sfigurava, purtroppo, e non c&#8217;era nulla che potessi farci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ci sono tornato per anni, finch\u00e9, sabato, abbiamo deciso di visitarlo, dato che Miss Sauron non l&#8217;aveva mai visto.&nbsp;\u00c8 stato un vero salto nel passato e sebbene di solito questa frase abbia una connotazione nostalgica, stavolta ce n&#8217;\u00e8 anche una, ben pi\u00f9 critica; purtroppo visitare il museo oggi e visitarlo 25 anni fa \u00e8 praticamente uguale, a parte il fatto che oggi \u00e8 a pagamento. Le sale hanno quasi esattamente le stesse distribuzioni, i reperti sono quelli (anche se, a onor del vero, si sono arricchiti di un bello scheletro di T-Rex e uno di Stegosauro) ma, soprattutto, le descrizioni non sono cambiate.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sostanzialmente cerca di vivere di rendita in un mondo in cui di rendita non vivono quasi neanche i musei d&#8217;arte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Camminare per il museo di storia naturale, oggi, vuol dire fare una visita non a &#8220;un museo odierno&#8221; ma a &#8220;un museo com&#8217;era concepito una volta&#8221;, cosa che si smorza lievemente solo quando vengono organizzate mostre ad hoc; ma le mostre non bastano e l&#8217;aggiungere ogni tanto qualche nuovo diorama non \u00e8 sufficiente se si vuole tenersi stretti i visitatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si va a visitare gli equivalenti di Londra e New York si viene sovrastati dalla quantit\u00e0 di esperienze possibili, ma anche e soprattutto dalle attivit\u00e0 disponibili per i bambini, volte all&#8217;apprendimento&nbsp;<em>divertente<\/em>. Lo stesso museo di Bruxelles, che non ha chiss\u00e0 quale collezione (fatta eccezione per i meravigliosi Iguanodonti recuperati da una vecchia tomba di bitume), riesce a valorizzare ci\u00f2 che \u00e8 in suo possesso in un modo che Milano si sogna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I cartelli vanno aggiornati. Le informazioni vanno arricchite. Le esposizione vanno rese pi\u00f9 appetibili e fresche. E il simbolo stesso del museo, quel triceratopo che scaten\u00f2 il mio amore, va trattato per quello che \u00e8: un simbolo; perch\u00e9, diciamocelo, come ricostruzione \u00e8 ormai vecchia e poco interessante, con quegli occhi da rettile, quella pelle grigia, quella resa corporea da pachiderma. Non \u00e8 pi\u00f9 divulgativa, se non nel raccontare come una volta fosse all&#8217;avanguardia: allora togliamolo dall&#8217;angolo in cui \u00e8 messo, diamogli un ruolo pi\u00f9 simbolico, diciamo esplicitamente che la sua resa visiva \u00e8 ormai inadatta ai tempi, ma che il suo valore simbolico \u00e8 invece enorme. Facciamolo diventare una mascotte togliendogli il manto della perla della collezione, perch\u00e9 se una ricostruzione fatta pi\u00f9 di quarant&#8217;anni fa \u00e8 ancora la perla della collezione, allora la collezione ha un serio problema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pensate solo a questo: il museo ora espone un interessante calco di Besanasauro, il rettile che fu trovato in provincia di Varese alcuni anni fa.&nbsp;<em>Quello<\/em> dovrebbe essere il nuovo punto di forza, ma in realt\u00e0 \u00e8 in una parete, quasi nascosto, senza punti di evidenza: chi ci passa e si ferma a leggere scopre di cosa si tratta, gli altri potrebbero ignorarlo.&nbsp;\u00c8 vero, siamo in un museo, si dovrebbe guardare tutto, ma compito del museo \u00e8 anche attirare l&#8217;attenzione sui pezzi di maggiore interesse o pregio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spiace parlare cos\u00ec di un luogo che ho tanto amato, ma \u00e8 proprio dall&#8217;amore che nascono le critiche: le potenzialit\u00e0 ci sono, basterebbe metterle in pratica e non fossilizzarsi pi\u00f9 di quanto lo siano certi calchi in mostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;ultima cosa: spendere cinque euro per qualcosa che non \u00e8 cambiato quasi per niente brucia, soprattutto pensando che Londra \u00e8 gratis; spendere cinque euro senza che ti avvisino che il museo chiude di l\u00ec a un&#8217;ora brucia ancora di pi\u00f9. Basterebbe, di nuovo, poco: avvisare chi sta comprando il biglietto che potrebbe non avere tempo di visitare tutto; si tratta di correttezza.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa celebri oggi?<br \/>\nIn realt\u00e0 celebro comunque il mio primo amore, perch\u00e9 non posso non ricordare che a lui devo alcune mie passioni che tutt&#8217;ora ci sono.<br \/>\nE celebro il ricordo della mostra di serpenti vivi che mia madre mi port\u00f2 a visitare. Nel periodo della muta. Io ne fui entusiasta, lei molto meno.<\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando ero bambino, i miei due luoghi preferiti in cui essere portato erano il Planetario e il Museo di Storia Naturale (il che, lo so, gi\u00e0 la dice lunga su&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_s2mail":"yes","ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[211,4],"tags":[],"class_list":["post-6526","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cosa-celebri-oggi","category-still-life"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p8QUWp-1Hg","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":6246,"url":"https:\/\/oldmanaries.it\/index.php\/2017\/02\/25\/ristampa-n-5-eternamente-umani\/","url_meta":{"origin":6526,"position":0},"title":"Ristampa N. 5: Eternamente Umani","author":"Aries","date":"25 Febbraio 2017","format":false,"excerpt":"Inutile negarlo, questo \u00e8 un racconto a cui sono particolarmente legato. 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