{"id":6355,"date":"2017-04-06T18:33:15","date_gmt":"2017-04-06T16:33:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ariesblog.it\/?p=6355"},"modified":"2017-04-06T18:38:35","modified_gmt":"2017-04-06T16:38:35","slug":"tutta-la-magia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/oldmanaries.it\/index.php\/2017\/04\/06\/tutta-la-magia\/","title":{"rendered":"Tutta la magia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Amo il teatro da decenni, ricordo benissimo le prime volte in cui ci andai (se escludiamo qualche exploit per bambini alle elementari): ero alle superiori, al triennio, e la mia professoressa di italiano (che aveva parecchi difetti) aveva anche il pregio di amare il teatro e organizzare pomeriggi a vedere spettacoli. Fu cos\u00ec che vidi la prima rappresentazione del&nbsp;<em>mio&nbsp;<\/em>Cyrano (col grandissimo Franco Branciaroli, al Carcano), ma anche opere di Pirandello e Goldoni, per dire i primi che mi vengono in mente.<br \/>\nIl mio primo vero incontro con Shakespeare (ricordiamoci che io studiavo in un Istituto Tecnico) fu invece il testo del Giulio Cesare letto in poche ore un pomeriggio prima di Pasqua in seconda superiore: ricordo l&#8217;entusiasmo leggendo il monologo di Antonio davanti al popolo di Roma e la frustrazione di non poterlo condividere con nessuno. Fu amore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sono in grado di contare la quantit\u00e0 di spettacoli a cui sono stato: grandi produzioni, minuscole, professionali, amatoriali, meravigliose e orribili, coinvolgenti e deludenti; potrei raccontare aneddoti, stranezze, momenti memorabili e altri che vorrei dimenticare, ma non \u00e8 lo scopo di questo post.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi mi piacerebbe spiegare uno dei tanti motivi per cui amo il teatro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi non lo frequenta molto o chi ha letto solo i testi potrebbe pensare che una qualsiasi opera teatrale sia contenuta interamente nel testo e, ovviamente, nell&#8217;interpretazione degli attori guidati dal regista: niente di pi\u00f9 falso o, meglio, niente di pi\u00f9 incompleto. La parola chiave sta in quell'&#8221;interamente&#8221;. Un&#8217;opera teatrale \u00e8, s\u00ec, il testo, ma \u00e8 anche il modo in cui la mimica interagisce con quel testo, \u00e8 l&#8217;espressione degli attori, \u00e8 la scenografia, \u00e8 il come il regista e gli interpreti vanno a riempire gli spazi vuoti del testo; perch\u00e9 di spazi vuoti, in un testo teatrale, ce ne sono innumerevoli, basta saperli cercare e interpretare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facciamo un esempio immediato: Romeo e Giulietta, una delle opere di Shakespeare pi\u00f9 rinominate e, al contempo, una di quelle meno realmente conosciute e, soprattutto, che meno amo. Il testo \u00e8 molto lineare e sembrerebbe lasciare poco spazio alla fantasia: di messe in scena ne abbiamo viste tante, tutte pi\u00f9 o meno fedeli, tutte pi\u00f9 o meno riuscite. Poi arriva qualcuno come quel genio di Kenneth Branagh, che ogni volta che mette piede su un palco o alla regia sa esattamente cosa sta facendo. Sir Branagh si accosta al dramma e prende alcune decisioni: anzitutto chiama Derek Jacobi a interpretare Mercuzio; nessuno aveva mai preso in considerazione che Mercuzio potesse essere non coetaneo di Romeo, invece Branagh lo fa diventare un dandy ben oltre la mezza et\u00e0: occhio, non gli cambia neanche mezza battuta, ma la fisicit\u00e0, le inflessioni e il modo di recitare fanno s\u00ec che &nbsp;guardandolo si riesca solo a dire &#8220;ecco, Mercuzio \u00e8 esattamente cos\u00ec, non potrebbe essere diversamente&#8221;.<br \/>\nPer non parlare di Giulietta (Lily James) che, sul balcone, compare con un fiasco di vino e si ubriaca: di nuovo, non vengono cambiate le battute, non viene cambiato il senso, ma ora il personaggio \u00e8 pi\u00f9 reale, pi\u00f9 completo, pi\u00f9 divertente, cos\u00ec come pi\u00f9 divertente e simpatico finisce per essere Romeo (Richard Madden) soprattutto nelle interazioni con gli altri personaggi.<br \/>\nBranagh \u00e8 riuscito a farmi divertire vedendo Romeo e Giulietta, un&#8217;impresa pi\u00f9 unica che rara, il tutto senza variare di una virgola il testo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E sempre in tema shakespeariano pensiamo ad Amleto. Negli ultimi anni ne ho viste almeno tre versioni, le ultime delle quali a teatro a Londra, una interpretata da Cumberbatch in una produzione enorme e una da Andrew Scott (ironia della sorte), in una messa in scena intima e dettagliata. Il testo \u00e8 lo stesso, ovviamente (anche se quello di Cumberbatch \u00e8 stato un po&#8217; limato), la resa \u00e8 invece completamente diversa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cumberbatch \u00e8 un Amleto arrabbiato, alla ricerca di vendetta, in alcuni momenti calcolatore: la sua follia \u00e8 recitata, la sua voglia di vendetta \u00e8 inesorabile. La sua Ofelia \u00e8 (difetti dell&#8217;attrice a parte) debole, poco incisiva, guarda il mondo attraverso una macchina fotografica finch\u00e9 il mondo se la porta via (s\u00ec, una macchina fotografica: non c&#8217;\u00e8 naturalmente nel testo; gli spazi, ricordate?).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scott cede alla follia. Il suo Amleto impazzisce sul serio, trova dei momenti di lucidit\u00e0, ma ci\u00f2 che gli accade gli fa perdere la ragione. Il suo rapporto con Ofelia \u00e8 di amore e passione, Ofelia \u00e8 una donna in questo caso molto pi\u00f9 forte, ma si spezza vedendo quella follia e perdendo il padre. Non \u00e8 passiva, ma soccombe nel cercare di &nbsp;resistere.<br \/>\nContinuo a ripeterlo: il testo \u00e8&nbsp;<em>identico<\/em> ma le interpretazioni ci regalano letture splendidamente diverse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il castello di Danimarca di Cumberbatch \u00e8 imponente, ha scalinate, parapetti, lo spettro compare in lontananza.<br \/>\nQuello di Scott \u00e8 opprimente e lo spettro si fa vedere nelle segrete, attraverso schermi di sorveglianza che generano un&#8217;inquietudine difficilmente descrivibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono la stessa storia eppure sono storie magnificamente diverse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Potrei andare avanti ore, a costo di annoiare con un post ancora pi\u00f9 lungo, ma il concetto mi sembra ben chiaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 il testo a fare il teatro, o meglio, non \u00e8&nbsp;<em>solo&nbsp;<\/em>il testo a fare il teatro. Il testo \u00e8 la base, il terreno seminato, ma il raccolto sar\u00e0 tutto in mano a chi quel terreno lo curer\u00e0, lo amer\u00e0, lo render\u00e0 suo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il teatro si semina nel testo, ma cresce e fiorisce negli spazi tra una parola e l&#8217;altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u00ec, in quegli spazi, c&#8217;\u00e8 tutta la magia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Amo il teatro da decenni, ricordo benissimo le prime volte in cui ci andai (se escludiamo qualche exploit per bambini alle elementari): ero alle superiori, al triennio, e la mia&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_s2mail":"yes","ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[6,12],"tags":[],"class_list":["post-6355","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-riflessioni","category-teatro"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p8QUWp-1Ev","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":6389,"url":"https:\/\/oldmanaries.it\/index.php\/2017\/04\/25\/zdenek\/","url_meta":{"origin":6355,"position":0},"title":"Zden\u00eak","author":"Aries","date":"25 Aprile 2017","format":false,"excerpt":"Penso fosse l'81 o l'82 e ricordo bene che un mio compagno di classe, eravamo alle elementari, port\u00f2 a scuola questo libro alto, con la copertina rossa e un titolo che ne occupava un terzo: \"Quando l'uomo non c'era\". 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