{"id":5973,"date":"2016-11-29T00:19:56","date_gmt":"2016-11-28T23:19:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ariesblog.it\/?p=5973"},"modified":"2016-11-29T00:19:56","modified_gmt":"2016-11-28T23:19:56","slug":"di-creazioni-e-creatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/oldmanaries.it\/index.php\/2016\/11\/29\/di-creazioni-e-creatori\/","title":{"rendered":"Di creazioni e creatori"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei temi pi\u00f9 importanti della fantascienza \u00e8 il rapporto tra noi e il&nbsp;<em>diverso.&nbsp;<\/em><br \/>\nUn diverso che pu\u00f2 essere visto sotto decine di forme: il classico alieno mostruoso dei film di fantascienza degli anni &#8217;50, umani appartenenti ad altre fazioni come (per fare un esempio) in Gundam o nei romanzi di Heinlein e Asimov, computer senzienti come in 2001 Odissea nello Spazio o ancora&nbsp;Androidi\/Robots, con tutte le possibili combinazioni intermedie a cui possiate pensare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche il modo in cui questo&nbsp;<em>diverso<\/em> viene vissuto \u00e8 stato sviscerato sotto praticamente qualunque ottica: se nei film di fantascienza classici di cui parlavo sopra avevamo mostri invasori il cui loro unico scopo era sterminare la razza umana (ma potremmo andare ancora pi\u00f9 indietro toccando il buon H.G. Wells e la sua Guerra dei Mondi, per dire), gi\u00e0 in contemporanea c&#8217;era un film come Ultimatum alla Terra (<em>The day the earth stood still<\/em>) il cui messaggio pacifista era notevole e moderno e, soprattutto, in netto contrasto con quanto in circolazione in quel momento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stesso modo,&nbsp;nel 1954, Fredrick Brown scrisse quel capolavoro di racconto breve che \u00e8 il suo &#8220;<a href=\"http:\/\/www.oldmanaries.it\/index.php\/2006\/11\/17\/la-sentinella\/\" target=\"_blank\">Sentinella<\/a>&#8221; e che giocava con la prospettiva del lettore (e della mente umana) in modo magistrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno degli argomenti, per\u00f2, pi\u00f9 affascinante \u00e8, secondo me, quello che viene toccato quando si va a parlare di Intelligenza Artificiale, Robot, Androidi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente il primo accostamento che viene in mente \u00e8 con Isaac Asimov e le sue tre leggi della robotica: il buon zio Isaac, immaginando un futuro in cui i Robot fossero disponibili per quasi tutti tanto quanto un&#8217;automobile o un elettrodomestico, dot\u00f2 le sue&nbsp;<em>creature<\/em> di tre semplici regole che garantissero la loro subordinazione ai creatori. Le, appunto, tre leggi della robotica a cui nessun <em>cervello positronico<\/em>, nell&#8217;universo Asimoviamo, avrebbe mai potuto disubbidire, al punto da rischiare di friggersi in situazioni di stallo.<\/p>\n<blockquote>\n<ol>\n<li>Un robot non pu\u00f2 recar danno a un essere umano n\u00e9 pu\u00f2 permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.<\/li>\n<li>Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purch\u00e9 tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.<\/li>\n<li>Un robot deve proteggere la propria esistenza, purch\u00e9 questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.&nbsp;<\/li>\n<\/ol>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Semplici. Geniali. E, si potrebbe pensare, estremamente comode: data la presenza di queste leggi, nessun robot potrebbe mai veramente essere considerato dotato di una propria coscienza o, le divinit\u00e0 non vogliano, paragonabile a un essere umano.&nbsp;<br \/>\nSe lo scopo di un robot \u00e8 quello di servire, allora non pu\u00f2 essere umano,<br \/>\nNon importa che lui possa ritenersi cosciente, non lo \u00e8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giusto?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E da qui nascono decine di domande che hanno alimentato la fantascienza fino a tutt&#8217;oggi, in un filone che sembra essere fonte inesauribile di narrative interessanti e interrogativi inquietanti.<br \/>\nLo stesso Asimov gioc\u00f2 parecchio con l&#8217;argomento, un po&#8217; inventando <em>la legge zero<\/em>, che metteva tutte le altre in una prospettiva molto pi\u00f9 ambigua, un po&#8217; seguendo la storia di un robot che voleva farsi dichiarare umano in un racconto poi sviluppato in romanzo (a quattro mani con Robert Silverberg) dal titolo Robot NDR 113.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma Asimov pose il seme, dicevo, un seme che \u00e8 sbocciato e si \u00e8 sviluppato negli anni ponendo la questione pi\u00f9 importante di tutte: quanto noi, intesi come esseri umani, saremmo in grado di gestire la responsabilit\u00e0 della creazione?<br \/>\nQuanto saremmo disposti ad accettare che creature artificiali create da noi possano diventare autocoscienti e quindi trattate come nostre pari?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta, come immaginerete, \u00e8 quasi sempre pessimista e non possiamo certo dare torto a chi l&#8217;ha considerata tale: siamo una specie disposta a considerare inferiori o, addirittura, subumani suoi simili appartenenti a categorie varie, siano esse definite da religione, razza, colore della pelle, luogo di provenienza, gusti sessuali, sesso di nascita e via dicendo cos\u00ec; come possiamo davvero credere che saremmo sufficientemente responsabili e di mente aperta da accettare come nostri simili essere&nbsp;<em>creati da noi?<\/em> Accidenti, spesso i genitori stessi non riescono mai a considerare propri simili e pari i figli!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E questa domanda, con la relativa risposta, possiamo vederla alla base di molti classici di fantascienza pi\u00f9 o meno recenti.<br \/>\nPensate a Matrix: le macchine si sono ribellate perch\u00e9 gli umani le hanno&nbsp;<em>rifiutate<\/em>; non solo: sono stati gli umani a danneggiare irreversibilmente il pianeta sperando di distruggere la fonte di energia primaria delle macchine. Che, per sopravvivere, hanno reagito e hanno trovato una fonte alternativa: i loro stessi creatori.<br \/>\nNello stesso Terminator si ha una situazione simile, magari pi\u00f9&nbsp;<em>tagliata con l&#8217;accetta<\/em>, ma la base \u00e8 quella.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ogni appassionato sa che l&#8217;esempio pi\u00f9 fulgido di ci\u00f2 di cui sto parlando \u00e8 quel capolavoro recente dal nome Battlestar Galactica, dove i nostri&nbsp;<em>figli<\/em>, i Cylons, decidono di sterminarci perch\u00e9 li abbiamo ripudiati, perch\u00e9 (come dice il capitano Adama nel primo episodio) non ci siamo presi la responsabilit\u00e0 di ci\u00f2 che abbiamo creato: ci siamo chiesti se fossimo in grado di farlo, mai se fossimo in grado di gestirlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E oggi, mentre vi scrivo, una nuova serie tv percorre questo impervio percorso di domande: Westworld.<br \/>\nL&#8217;idea di partenza, ispirata a un vecchio film di Michael Crichton, \u00e8 che esistano robot in tutto e per tutto simili agli esseri umani che vengono utilizzati in un Parco a tema western con un solo scopo: essere oggetto di qualunque desiderio gli ospiti del parco abbiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stupri? Nessun problema. Violenza? Accomodatevi pure. Omicidi? Torture? Perch\u00e9 no?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tanto sono macchine, giusto? Tanto la loro memoria viene costantemente cancellata. Tanto non hanno coscienza. Tanto non hanno anima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi perch\u00e9 farsi scrupoli?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Loro esistono solo per il divertimento degli ospiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E se non fosse cos\u00ec?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E se la coscienza fosse pi\u00f9 forte dei limiti creati per contenerla? Se tanti piccoli errori portassero a una grande evoluzione? Succede in natura, d&#8217;altronde: l&#8217;evoluzione \u00e8 la somma di tanti minuscoli errori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E se, quindi, alla fine gli esseri umani fossero messi di fronte alle proprie responsabilit\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non so se Westworld risponder\u00e0 completamente e a modo suo a queste domande: manca un episodio alla fine della prima stagione e la scelta narrativa&nbsp;\u00e8 stata quella di privilegiare la scoperta&nbsp;<em>insieme<\/em> ai protagonisti, siano essi&nbsp;<em>host&nbsp;<\/em>(come vengono chiamati i robots) o umani, mostrando quindi il solito problema secondo una nuova ottica e aggiungendo un ingrediente fondamentale nel piatto dello spettatore.<br \/>\nL&#8217;empatia.<br \/>\nNon comprensione, non ragionamento puro: empatia, condivisione di sentimenti ed emozioni, percezione della sofferenza altrui.<br \/>\nMa questo altrui <em>dovrebbe&nbsp;<\/em>essere una macchina, il che fa esplodere in noi che guardiamo pi\u00f9 domande che risposte, pi\u00f9 dubbi che certezze.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella finale, pi\u00f9 volte accennata qui sopra, presente in ognuno di questi viaggi narrativi non \u00e8 &#8220;saremo mai in grado di costruire l&#8217;intelligenza artificiale&#8221;? La vera domanda \u00e8 &#8220;saremo mai in grado di gestire le conseguenze dell&#8217;esistenza di una tale intelligenza?&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E la risposta \u00e8, terribilmente e profeticamente, una sola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">No.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei temi pi\u00f9 importanti della fantascienza \u00e8 il rapporto tra noi e il&nbsp;diverso.&nbsp; Un diverso che pu\u00f2 essere visto sotto decine di forme: il classico alieno mostruoso dei film&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_s2mail":"yes","ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-5973","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-riflessioni"],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p8QUWp-1yl","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":3907,"url":"https:\/\/oldmanaries.it\/index.php\/2014\/03\/31\/millemondi-1977\/","url_meta":{"origin":5973,"position":0},"title":"Millemondi 1977","author":"Aries","date":"31 Marzo 2014","format":false,"excerpt":"Negli anni \u201970 succedevano strane cose. 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