{"id":4526,"date":"2015-06-17T09:47:51","date_gmt":"2015-06-17T07:47:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ariesblog.it\/?p=4526"},"modified":"2021-04-23T09:48:31","modified_gmt":"2021-04-23T07:48:31","slug":"66-notizie-che-non-lo-erano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/oldmanaries.it\/index.php\/2015\/06\/17\/66-notizie-che-non-lo-erano\/","title":{"rendered":"66. Notizie che non lo erano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Sono sempre pi\u00f9 sensibile all&#8217;argomento &#8220;corretta informazione&#8221;.<br \/>\nUn po&#8217; per il sovraccarico di puttanate (inutile definirle diversamente) che girano sui vari social, un po&#8217; perch\u00e9 gli stessi giornali on line e cartacei non \u00e8 che facciano un lavoro migliore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo motivo ho acquistato incuriosito e interessato il libro di Luca Sofri dedicato all&#8217;argomento.<br \/>\nAlcune doverose premesse: Sofri, per chi non lo sapesse, \u00e8 il direttore del Post, uno dei pochi giornali on line che seguo con sufficiente (meglio non sbilanciarsi) fiducia, nato proprio con l&#8217;intenzione di cercare di dare le informazioni nel modo pi\u00f9 corretto possibile.<br \/>\nSofri, inoltre, ha per anni tenuto per la Gazzetta dello Sport una rubrica in cui raccontava proprio delle notizie errate dati dai giornali: fa quasi tenerezza pensare che, quando inizi\u00f2, dubitava di avere abbastanza informazioni per una rubrica periodica; non ebbe mai penuria di situazioni e, anzi, si \u00e8 sempre trovato con l&#8217;imbarazzo della scelta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma cerchiamo di chiarire: non si sta parlando di un libro in cui un &#8220;maestrino&#8221; si pone sulla cattedra per dire &#8220;noi siamo bravi, voi no, vergogna&#8221;. Si tratta di un&#8217;analisi sulla situazione di una professione, quella del giornalista, che spesso ha perso il focus su ci\u00f2 che dovrebbe veramente essere, puntando ormai pi\u00f9 ai clic, all&#8217;essere i primi a dare una &#8220;notizia&#8221; (virgolettato voluto), senza preoccuparsi di verificarne attendibilit\u00e0 e fonti.<br \/>\nSi arriva al paradosso che notizie false date come vere non vengano mai ritrattate se non con titoli del tipo &#8220;giallo nella vicenda x&#8221;: nessun giallo, semplicemente la vicenda era falsa e voi dovreste ritrattare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di chi \u00e8 la colpa?<br \/>\nMolti, soprattutto quelli che lavorano nel campo, danno la colpa ai social: Sofri \u00e8 di parere contrario.<br \/>\nNon sono i social a creare le notizie false e, soprattutto, non sono loro a diffonderle.<br \/>\nMa anche fosse non sono loro a dare loro autorit\u00e0.<br \/>\nL&#8217;autorit\u00e0 viene dalla pubblicazione su una testata on line o cartacea, l&#8217;autorit\u00e0 viene da un titolo a quattro colonne che neanche dubita della provenienza di un&#8217;informazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggendo i tanti esempi che l&#8217;autore porta, quel che colpisce \u00e8 quanto, se uno volesse davvero approfondire, sarebbero evidenti alcuni casi, quanto siano palesemente infondati altri e quanto, invece, alcuni siano &#8220;troppo belli per essere veri&#8221;, quelle notizie che ogni giornalista sogna e che, proprio per questo, andrebbero verificate parecchie volte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema, in tutto questo, non \u00e8 l&#8217;errore. Il problema \u00e8 ci\u00f2 che causa quell&#8217;errore e come quell&#8217;errore viene poi gestito.<br \/>\nSpoiler: non viene gestito. Almeno quasi mai, qui in Italia.<br \/>\nAddirittura ci sono molte notizie false che sono\u00a0<strong>oggi stesso<\/strong> ancora visibili su siti di quotidiani nazionali.<br \/>\nAd alcune \u00e8 stato affiancato un articolo che le definisce (vedi sopra) &#8220;giallo nella vicenda x&#8221;.<br \/>\nAd altre \u00e8 stato modificato lievemente il testo (salvo poi lasciare il link che svela com&#8217;era la notizia originale).<br \/>\nMolte, si diceva, sono state lasciate cos\u00ec.<br \/>\nTanto a chi vuoi che freghi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi, certo, i social amplificano e quelle notizie, palesemente false, diventano una &#8220;finta realt\u00e0&#8221; su cui poi la gente pontifica, coi risultati che possiamo vedere del tutto intorno a noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io ho provato a fare un esperimento.<br \/>\nUna o due volte al giorno, vedendo una notizia condivisa, sono andato a cercare le fonti.<br \/>\nPrima risalendo all&#8217;articolo originale, poi andando a cercare conferme.<br \/>\nIl risultato? Met\u00e0 delle volte la notizia veniva da tabloid o blog senza competenze o, addirittura, da siti satirici.<br \/>\nAltre volte era vecchissima e gi\u00e0 stata screditata, ma dato che era ancora on line girava ancora come reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, si ripete, il problema non sono i social o i lettori: il problema sono quei giornalisti che hanno perso la separazione tra la loro professione e un semplice blogger o utente social che non ha dato esami di giornalismo e non ha nessun obbligo o pretesa di professionalit\u00e0.<br \/>\n\u00c8\u00a0il giornalista professionista a dover cercare fonti e conferme.\u00a0\u00c8 il suo lavoro e, di questo, non pu\u00f2 incolpare le finte notizie che riporta perch\u00e9 la differenza tra giornalismo e fanfaronaggine sta proprio nel saper discernere tra bufale e realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi come ci si difende?<br \/>\nNon si pu\u00f2.<br \/>\nNon del tutto almeno.<br \/>\nPerch\u00e9 verificare qualunque notizia \u00e8 quasi impossibile per chi le riceve e perch\u00e9 la soglia di attenzione si abbassa velocemente.<br \/>\nPossiamo cercare di subodorare quelle palesemente false, di vedere le fonti di molte di queste informazioni, ma prima o poi dovremo arrenderci al fatto che riceveremo sempre notizie parzialmente sbagliate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Indicativo come, tra i ringraziamenti, Sofri parli del creatore e dei personaggi di quel capolavoro che \u00e8 &#8220;The Newsroom&#8221;: segno non solo di quel che dovrebbe essere il giornalismo, ma anche di quanto il giornalismo reale (italico e non solo) sia lontano da quegli standard.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il libro \u00e8 interessante, pieno di aneddoti e analisi, si legge molto piacevolmente; soprattutto \u00e8 interessante leggere gli approfondimenti su\u00a0<em>come<\/em> una finta notizia sia stata data per vera.<br \/>\nUn difetto: forse, in alcuni casi, pu\u00f2 sembrare poco organico, con le sezioni distribuite in modo arbitrario e senza un&#8217;identit\u00e0 ben precisa.<br \/>\nNon si percepisce bene il distacco tra una sezione e l&#8217;altra, sostanzialmente.<br \/>\nPeccato veniale, per quanto mi riguarda, in un libro la cui sostanza non cambia e che invito a leggere per capire quanto sia facile ingannarsi e farsi ingannare.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/dp\/881707926X\/ref=rdr_kindle_ext_tmb\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.oldmanaries.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/91bh46bdMCL.jpg\" alt=\"\" width=\"324\" height=\"504\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono sempre pi\u00f9 sensibile all&#8217;argomento &#8220;corretta informazione&#8221;. 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